domenica 21 giugno 2015

Guè Pequeno: "Con Vero mi sgancio dal rap big bubble"

Un'etichetta, la Universal Music, in collaborazione per la prima volta in Italia con la Def Jam Recordings, casa di produzione americana culla dell'hip hop, che è un attestato di stima da oltreoceano e un disco da solista, il terzo, "per reagire ai palloncini colorati e alle big bubble dell'hip hop di oggi". Così Guè Pequeno esce dal coro e propone il suo rap "Vero", come il titolo dell'album in uscita il 23 giugno.
 


"Volevo fare qualcosa che si sganciasse da tutto, da un rap troppo... teen. La scena italiana mi sta un po' stretta, perché è indietro", dice il rapper, "non perché mi senta il migliore, ma perché in Italia siamo proprio indietro e i meccanismi sono gli stessi di vent'anni fa anche se il rap oggi è diventato di moda. Qui se non hai un singolo che piace ad una radio sola che ha milioni di ascoltatori, non vai da nessuna parte". Lui ha deciso così di rompere con tutti gli schemi e di proporre un rap "Vero". E allora ecco per cominciare due prestigiose collaborazioni internazionali, impensabili in altri tempi e per altri rapper, una con AKON - il rapper e produttore americano che ha lavorato con Eminem, Lil Wayne, David Guetta, Snoop Dogg e Gwen Stefani - nel brano “Interstellar” e una con JOKE, star del rap francese in “Tu non sai”. Due featuring di cui Pequeno è molto orgoglioso: "Akon è una star incredibile e non è uno che dice di sì a tutti". Poi la storica etichetta rap americana Def Jam, che ha messo il marchio sul disco insieme ad Universal: "Mi hanno sempre accusato di voler fare l'americano", ha scherzato il rapper, "e questa volta l'ho fatto veramente". Un disco insomma che punta a sprovincializzare il rap italiano, per renderlo "globale".
Il sound è uno dei fiori all'occhiello dell'album. Pequeno si avventura, con la voce e la metrica, in territori nuovi dimostrando di avere più di un registro a disposizione, dallo swag da culto di “Squalo” al cantato in stile nuova dancehall di “Nouveau Riche” prodotta dai Crookers, "il pezzo più trash, fastidioso e scorretto che io abbia inserito" e poi il pop più soft di Interstellar, il rap vecchio stile di "Le bambine piangono". Come le vere rap star, Guè Pequeno non si accontenta di dare al suo pubblico quello che già conosce, ma gli fa fare un passo avanti portandolo a farsi un giro nel nuovo di West e East Coast. "Amo l'Italia e i miei fan sono qui... ma vivere l'hip hop in una dimensione internazionale mi arricchisce, mi stimola. Mi piace vivere tra l'America e la Svizzera (dove sta di casa il suo dj), mi piace l'atmosfera cosmopolita che c'è fuori". Far musica rap in Italia, insiste il rapper "non è sempre facile, è frustrante. E così ho pensato che era giunto il momento per me di fare un po' quello che volevo".
E tra le cose che vuole, Pequeno non esclude nemmeno la televisione: "Ho fatto quattro prove come giudice di X Factor ma poi hanno preso Fedez - confessa - ma se dovessero richiamarmi correrei. Quando penso che anche un personaggio come Elisa è andato ad Amici, mi rendo conto che oggi puoi permetterti di dire no ad un talent solo se hai un contratto discografico per almeno quattro dischi".
E come andrà a finire con i Club Dogo? "Il gruppo non si scioglierà - ha detto Pequeno - ma questo per me è il momento di pensare alla mia musica. Con i Dogo cominciavo a sentirmi come se avessi dovuto timbrare il cartellino". Il 18 luglio a Milano, ai Mercati Generali all'interno dell'area Village del Festival Estathè Market Sound, è previsto l'unico appuntamento estivo live dei Club Dogo.
Il tour per il nuovo album partirà invece il 28 gennaio dall'Alcatraz di Milano e il Guè promette tante sorprese, un batterista, un dj che skretcha e poi un di tastierista poli strumentista. "Voglio lavorare molto sul visual e e visto che posso avere una bella produzione, anche senza donne sparate dai cannoni, vorrei fare un po' di spettacolo, magari anche con delle ballerine... esotiche".

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